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Verso una mobilità sostenibile aziendale

30 Ottobre 2020


Muoversi in bici, in monopattino, a piedi, condividere l’auto sono alcuni dei comportamenti che promuovono una mobilità sostenibile nelle città. In questo post cerchiamo di approfondire il concetto, analizzare il contesto sociale ed economico attuale ed esaminare l’ambito aziendale.

Il 2020 ci ha dimostrato l’importanza dell’impatto generato dalle nostre abitudini di mobilità.

In questo articolo abbiamo approfondito i rischi di una vita sedentaria, le conseguenze dell’inquinamento per la salute e per il pianeta e la sua correlazione con il virus Covid-19.

Già prima dell’emergenza sanitaria i trasporti erano la fonte di CO2 che cresceva più rapidamente. Le misure imposte dai governi per favorire il rallentamento della pandemia hanno portato al confinamento della popolazione. Conseguentemente abbiamo assistito a un sensibile calo delle emissioni globali giornaliere di CO2.

Un’indagine di ClinOw ha valutato l’impatto del lockdown sulle concentrazioni dei principali inquinanti atmosferici nell’area urbana di Palermo. Lo studio prende in considerazione il periodo dal 1 gennaio al 31 luglio 2020. Gli andamenti delle concentrazioni medie di monossido di carbonio (CO), biossido di azoto (NO2), ozono (O3) e materiale particolato (PM) nell’aria sono stati confrontati con i corrispondenti valori medi rilevati nelle stesse stazioni di monitoraggio nei cinque anni precedenti (2015-2019). Durante il periodo 10 marzo – 30 aprile 2020, è stata osservata una diminuzione delle concentrazioni di CO, NO2 e particolato, calcolate rispettivamente al 51%, 50% e 45% circa.

Ciò conferma che l’inquinamento atmosferico in un’area urbana è prevalentemente legato al traffico veicolare.

Le sfide della mobilità sostenibile nel futuro prossimo

Le previsioni per la fine del 2020 hanno affermato che il Covid-19 avesse provato la più grande riduzione di CO2 della storia. La storia insegna però, che dopo ogni grande crisi economica le emissioni tendono a ricrescere vertiginosamente (-1,4% nel 2009 e +5,1% nel 2010).

Recenti rilevamenti più specifici ci dicono che siamo tornati ai livelli di traffico pre-covid. Il problema è che oggi molte persone lavorano in smart working. Cosa accadrà quando tutti torneranno fisicamente al lavoro?

Il modo in cui si risponderà all’epidemia Covid-19 plasmerà senza dubbio il decennio a venire. Quali sono le principali sfide circa la mobilità sostenibile aziendale che ci attendono e come verranno affrontate dalle imprese nel lungo termine? 

Oggi la vera sfida è quella di ripensare drasticamente l’esperienza e i valori di vivere e muoverci in città.

Ma come si può trasformare la mobilità sostenibile e sicura in un’esperienza incentivante? Facciamo un passo indietro e partiamo dal termine mobilità sostenibile.

Cosa vuol dire mobilità sostenibile?

Per mobilità sostenibile s’intende un insieme di soluzioni che possano ridurre al minimo l’impatto ambientale, massimizzando l’efficienza, l’intelligenza e la rapidità degli spostamenti. 

mobilità sostenibile aziendale monopattino

Il World Business Council for Sustainable Development la definisce così:

Mobilità sostenibile significa dare alle persone la possibilità di spostarsi in libertà, comunicare e stabilire relazioni senza mai perdere di vista l’aspetto umano e quello ambientale, oggi come in futuro.

Semplicemente introducendo maggiore sostenibilità nel nostro modo di muoverci. Come? Utilizzando mezzi di trasporto eco-friendly, alternativi e condivisi. Camminare, andare in bicicletta o in monopattino, utilizzare i mezzi di trasporto pubblico, prediligere il car sharing o il carpooling rispetto all’auto privata.

La mobilità dolce porta a dei benefici ampiamente trasversali sulla vivibilità delle città e sul nostro benessere. Qualche esempio: il miglioramento della salute, la salvaguardia dell’ambiente, il risparmio economico, il miglioramento della socialità e della creatività.

Una mobilità urbana efficiente è strettamente correlata a una mobilità sostenibile aziendale

A capo della gestione della mobilità aziendale vi è la figura del Mobility Manager, introdotta con il D.M. 27 marzo 1998 che descrive:

Le imprese e gli enti pubblici con singole unità locali con più di 300 dipendenti e le imprese complessivamente più di 800 addetti ubicate nei comuni previsti nell’allegato III del DM del 25 novembre 1994 adottano il piano degli spostamenti casa-lavoro del proprio personale dipendente, individuando a tal fine un responsabile della mobilità aziendale. […] Le imprese e gli enti con singole unità locali con meno di 300 dipendenti possono individuare i responsabili della mobilità aziendale ed usufruire della struttura di supporto.” 

Il Responsabile della mobilità aziendale ha il compito principale di redigere il Piano Spostamenti Casa Lavoro (PSCL). L’obiettivo è ridurre l’utilizzo dei mezzi privati, favorire l’uso del trasporto pubblico e, di conseguenza, decongestionare le città dal traffico.

mobilità sostenibile aziendale piani di mobilità

Accanto al Mobility Manager d’azienda, è stata istituita all’interno dei comuni, con il D.M. del 20 dicembre 2000 emanato dal Ministero dell’Ambiente, la figura professionale del Mobility Manager d’area. Il suo ruolo è supportare e coordinare i responsabili della mobilità aziendale nella loro attività di gestione degli spostamenti casa lavoro del personale dipendente.

Con la legge 221 del 28 dicembre 2015 è stata poi prevista la figura del Mobility Manager scolastico, scelto su base volontaria e senza riduzione del carico didattico. 

Torniamo al Mobility Manager aziendale. 

Ruolo divenuto obbligatorio, con il decreto legge Rilancio del 19 maggio 2020, per le aziende e le pubbliche amministrazioni con più di 100 dipendenti ubicate in un capoluogo di Regione, in una Città metropolitana, in un capoluogo di Provincia ovvero in un Comune con popolazione superiore a 50.000 abitanti.

Il PSCL è uno strumento di analisi, sviluppo e verifica di misure utili per la razionalizzazione degli spostamenti casa-lavoro del personale aziendale. Il Piano ricerca soluzioni per migliorare l’accessibilità aziendale, ridurre l’uso del mezzo privato, limitare la congestione del traffico e diminuire gli impatti sull’ambiente.

La realizzazione del piano di mobilità sostenibile aziendale prevede:

  • una fase di analisi del contesto interno ed esterno all’azienda
  • una definizione di obiettivi
  • una proposta
  • una fase di valutazione
  • un dialogo con gli enti locali per lo sviluppo delle iniziative. 

MUV ti affianca nella programmazione degli spostamenti della tua comunità: scopri di più.

Il Mobility Manager aziendale, oltre a elaborare il PSCL e a condividerlo con il responsabile d’area:

  • misura la domanda interna di mobilità
  • studia l’offerta di spazi per la mobilità
  • cerca servizi per incentivare la mobilità sostenibile
  • informa il personale a procedure di sanificazione.

In questa WIKI abbiamo raccolto metodi, strumenti ed esempi che possono sostenere i Mobility Manager Aziendali in questa sfida senza precedenti. 

mobilità sostenibile mobility manager wiki

Riassumendo: per le imprese e le PA con più di 100 dipendenti è obbligatoria la nomina di un Mobility Manager. Il Mobility Manager deve presentare, entro il 31 dicembre di ogni anno, un Piano di Mobilità Aziendale. 

Ma non è tutto così semplice. 

Basterebbe parlare con qualsiasi azienda italiana con più di 100 dipendenti per scoprire che nominare un Mobility Manager non rientra nelle priorità. Mentre basterebbe parlare con un qualsiasi Mobility Manager per scoprire che dal 1998 ad oggi non sono stati messi nelle condizioni di fare bene il loro lavoro.

Oggi ci sono fra le 4.017 e 23.647 aziende con più di 100 dipendenti che potrebbero rappresentare un intorno fra 2.300.901 e 3.919.421 lavoratori italiani. Vale a dire tra le 4.601.802 e le 7.838.842 tratte routinarie casa-lavoro

Ci si aspettava interventi risolutivi su entrambi i lati dell’esperienza di trasporto, affinchè quello pubblico non fosse penalizzato.

Dal lato della domanda, ci si aspettava di rendere efficienti e sostenibili gli spostamenti casa lavoro, formando e rendendo operativi i responsabili della mobilità aziendale. Dal lato dell’offerta di proferire soluzioni di mobilità condivisa sicure e che ispirassero fiducia in tutti i cittadini. 

Nonostante i proclami, le task forces, le linee guida (e i nostri tentativi) sono stati spesi 262 milioni di euro per gli incentivi per la micro mobilità, la mobilità ciclabile e l’ecobonus per le auto. Mentre sull’analisi della nuova domanda di mobilità e sulla pianificazione dei trasporti sono stati spesi 0 euro.

Toti Di Dio, CEO e Co-Founder di MUV B Corp, ne parla su LinkedIn, Irresponsabili della mobilità:

Ciò che abbiamo sprecato in questi mesi è l’opportunità storica di rimodellare la domanda e l’offerta di trasporto, ripensando con metodo e riprogettando con ambizione il futuro della mobilità in Italia.”

La mobilità sostenibile come impegno e responsabilità aziendale.

Parliamo di responsabilità sociale d’impresa, conosciuta anche con l’acronimo RSI o CSR (Corporate Social Responsibility), ormai un pilastro fondamentale nelle strategie di crescita aziendale, dalle startup alle multinazionali.

Il 51% dei dipendenti non intende lavorare per un’azienda che non mostri un forte impegno sociale o ambientale.

fonte: The state of Employees engagement Report, WeSpire 2018

Oggi la generazione millennials rappresenta la maggior parte della popolazione mondiale e sceglie brand che esprimano il loro commitment sul tema ambientale.

Dall’altra parte, le aziende costruiscono un’ottima reputazione con impatti positivi sulle vendite e sulla performance dei dipendenti.

Tra le più conosciute modalità di CSR le certificazioni ambientali, la riduzione dei consumi di acqua ed energia elettrica e l’uso di prodotti a basso impatto energetico. Ma sicuramente, la mobilità sostenibile sta prendendo sempre più rilievo e la vedremo protagonista del prossimo decennio

E’ fondamentale, per le imprese, acquisire la consapevolezza che promuovere la mobilità sostenibile aziendale significa anche ripensare a una nuova dimensione organizzativa dell’impresa e del lavoro

MUV trasforma la mobilità sostenibile in uno Sport.

MUV incoraggia comportamenti responsabili e salutari, misura i progressi certificando la riduzione di emissioni di CO₂ e, grazie ai dati raccolti, consente di co-creare piani di mobilità per enti, aziende e istituzioni.

Durante la lunga sperimentazione di MUV abbiamo registrato una riduzione media delle emissioni di CO₂ del 32% da parte degli utenti attivi nei loro spostamenti casa-lavoro.

MUV è una piattaforma di intrattenimento che, attraverso nuove “leve” e incentivi, genera nuove motivazioni e porta ad un cambio di abitudini in ambito di mobilità. Un serious-game che vuole cambiare la percezione della mobilità quotidiana, con l’obiettivo di trasformare la mobilità urbana in uno Sport. Mentre i dipendenti giocano e si sfidano tra tornei e competizioni, MUV raccoglie informazioni e dati sugli impatti ambientali utili alla redazione dei bilanci di sostenibilità. Intanto, l’azienda aumenta la brand reputation, comunicando all’esterno il proprio impegno verso l’ambiente e il pianeta.

Noi lo chiamiamo Sustainament, ovvero Sustainability (sostenibilità) ed Entertainment (divertimento). 

Dobbiamo agire e provare a sfruttare questo momento di apertura al cambiamento e quindi investire nella mobilità. Investire negli spostamenti ritenuti necessari (casa-lavoro, casa-scuola). Investire nella salute di impiegati e studenti, nel loro comfort e nello sviluppo delle comunità.

Scopri come giocare con MUV per incentivare una mobilità aziendale sicura e sostenibile.

Visita la pagina dedicata al piano di mobilità aziendale.

Se ti abbiamo incuriosito, non esitare e scrivici per qualsiasi domanda.

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