Report di sostenibilità: cosa prevede la direttiva europea? - MUV

Report di sostenibilità: cosa prevede la direttiva europea?

4 Novembre 2022


Il 21 Aprile 2021, la Commissione Europea ha pubblicato una proposta direttiva sul report di sostenibilità: il Corporate Sustainability Reporting Directive (CSRD). Secondo questa normativa, grandi imprese europee di interesse pubblico con più di 500 dipendenti dovranno redigere un report di sostenibilità volto a divulgare informazioni riguardanti tematiche legate alla sostenibilità. Essa sostituirà la direttiva 2014/95/EU (Non Financial Reporting Directive) con lo scopo di allargare il numero di imprese coinvolte, introdurre degli standard comuni di reporting e allinearli con le normative UE sulla finanza sostenibile. In questo articolo analizziamo cosa s’intende per report di sostenibilità e quali sono le informazioni che deve contenere.

Che cos’è un report di sostenibilità?

Il Report di Sostenibilità (sustainability reporting o bilancio di sostenibilità) è un bilancio pubblicato annualmente da un’azienda o un’organizzazione. Nel report di sostenibilità l’azienda o l’organizzazione comunica gli impatti economici, ambientali e sociali generati dalle sue attività quotidiane.

Quali informazioni deve contenere?

Secondo la CSRD, nel rapporto, l’azienda deve fornire informazioni su questioni legate alla sostenibilità. Ad esempio: 

  • una descrizione del modello di business e della strategia aziendale, con particolare attenzione alla relazione che questi hanno con le questioni di sostenibilità; 
  • le politiche e le pratiche aziendali in relazione alle questioni di sostenibilità;
  • gli indicatori ESG rilevanti;
  • i rischi legati alla sostenibilità nell’azienda;
  • i target e gli obiettivi di sostenibilità dell’azienda; 
  • le informazioni relative alla governance aziendale sui temi ESG.

Quali aziende lo dovranno redigere?

Il CSRD si applica a tutte le grandi imprese e imprese quotate sui mercati regolamentati, ad eccezione delle micro imprese. La direttiva inoltre si applica alle aziende con sede al di fuori dell’Unione Europea con fatturato netto di 150 milioni di euro nell’UE e che hanno almeno una filiale o una succursale nell’UE.

Cosa sappiamo sugli standard?

La direttiva europea del 21 Aprile 2021 prevede l’adozione di standard europei per i report di sostenibilità (European Sustainability Reporting Standards- ESRS).
La Commissione Europea ha incaricato l’EFRAG (European Financial Reporting Advisory Group), un’associazione privata finanziata dall’UE, di elaborare gli standard di reporting. 

L’EFRAG ha pubblicato un set di draft degli ESRS aperto per pubblica consultazione fino all’8 Agosto 2022. Essa copre l’intera gamma di temi legati alla sostenibilità: ambiente, sociale, governance e standard trasversali. La scadenza per la consegna del primo set di draft ESRS alla Commissione Europea è fissata per novembre 2022. 

Quali sono i tempi di applicazione?

La direttiva verrà applicata in tre fasi: 

  • 1 gennaio 2024 per le imprese soggette alla rendicontazione non finanziaria. Queste aziende dovranno presentare le informazioni dell’anno finanziario 2023.
  • 1° gennaio 2025 per le grandi società che non sono attualmente soggette alla direttiva sulla rendicontazione non finanziaria.
  • 1° gennaio 2026 per le PMI quotate, gli istituti di credito di piccole dimensioni e non complessi e le imprese di assicurazione “captive”. Per le PMI sarà possibile un “opt out” fino al 2028.
Il report di sostenibilità porta diversi benefici alle aziende.

Permette di attrarre nuovi investimenti, aprirsi a nuovi mercati, e migliorare la propria trasparenza non solo verso gli stakeholder esterni, ma anche interni. La tecnologia di MUV certifica la riduzione di CO2 corrispondente all’uso che viene fatto di mezzi di trasporto sostenibili. I dati raccolti da istituzioni, enti e aziende contribuiscono a elaborare piani di mobilità basati su esigenze e abitudini dei cittadini e/o dei dipendenti. Le informazioni derivanti dal piano di mobilità di MUV possono essere inserite all’interno del report di sostenibilità. Il piano, infatti, ha un impatto sia sulle emissioni indirette dell’impresa, sia sul benessere e sulla salute dei dipendenti e della comunità, contribuendo in questo modo a due ESG (environmental e social).

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Hanno già trasformato i colleghi in atleti della mobilità sostenibile e contribuito attivamente a ridurre le emissioni i dipendenti di INAIL, LIST, ISPRA, Fondazione Unipolis, Fondazione CRT e tanti altri.

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